Riflessione Personale - aprile '15 -.



Da quando ho cominciato l'università ho cambiato aria, spazi e filosofia (pur sempre positiva, s'intende.. sia chiaro!).
In quest'ultimo periodo mi capita di passare dalle 10 alle 12 ore fuori casa, sempre a contatto con persone differenti che vivono su pianeti opposti l'uno dall'altro. È una cosa stratosfericamente bella! E non sto scherzando!
È ammirevole conoscere stili di vita tutti diversi. Si sa.
Negli ultimi anni ho sviluppato un senso di “socializzazione” che riesce a farmi sentire viva ed è solo grazie ad esso che ora sono qui a far ciò che faccio, ciò che più mi piace.
Trascorro poco tempo da “sola”, senza trovarmi qualcuno accanto ed è una cosa meravigliosa. Mi piace vivere qui. Mi piace quella “pausa” incostante e dannatamente frequente che si ripete quasi ogni giorno, al bar, con i miei amici davanti ad un cappuccio con tanto latte e poco caffè. Mi piace il bibliotecario che mi saluta in modalità “Buongiorno, Buongiorno, Buongiorno”, ogni volta che mi vede gli occhi e che mi sorride ogni qualvolta passo davanti alla sua scrivania per andare in bagno, chiedendomi se desidero un cioccolatino... “Un cioccolatino al giorno, leva il medico di torno!”.
Mi piace vedere i sorrisi delle persone e, allo stesso tempo, ci rimango male se io stessa, o qualcuno, non passa “qualche” esame.. È così che va.
Mi piace ricevere un origami al giorno, sempre diverso l'uno dall'altro, mi ricorda che i giorni non sono tutti uguali; ogni giorno è un giorno nuovo, un'avventura, una scoperta.
Mi piace pure sentir canticchiare amorevolmente, con tanto di orchestra live, quella canzoncina: “dottore, dottore, dottore del buso del cu*, vaffancu*, vaffancu*”.. mi fa sorridere, sebbene non mi faccia concentrare, come Dio comanda, durante le mie ore di studio “intenso(?)”!
Ho cominciato ad apprezzare molte più cose; la bellezza di andare a prendere qualcosina da sgranocchiare e portarla a qualcuno che sta studiando per un esame o qualcuno che ha trascorso una giornataccia. Ho cominciato ad apprezzare l'importanza del nome di una persona appena conosciuta, cercando di non dimenticarmi le prime parole pronunciate da quest'ultima dopo averla guardata negli occhi per la prima volta ed aver scambiato quattro “ciaccole”; il nome di una persona, un significato importante che ci contraddistingue e non ci rende solo un numero, un numero associato ad un altro numero da aggiungere in rubrica e da contattare solo nei momenti di sconforto, anzi.
Ho cominciato ad apprezzare e a dar valore ad un semplice sorriso e ad una battuta fatta a persone che, nella groppa, si portano qualche macigno o problema ben più grosso dei miei.. Magari a queste persone puoi strappare un sorrisone a 32 denti, anche solo per qualche istante, un attimo di gioia che puoi ricordare per giorni, mesi ed anni... O semplicemente, per sempre.. Fondamentalmente, un sorriso ed un attimo di gioia che ci costa? Eppure ti regala così tanto.
Sì, ho cominciato ad apprezzare proprio tante belle cosina che prima erano piccole, superflue, di poco conto o, addirittura, inesistenti (perché non ci facevo caso).
Credo che il mondo sia un bel posto dove stare e dove farsi il “mazzo”.
L'uni è proprio un bel luogo dove vivacchiare a 720 gradi, non solo a 360. Ne val la pena.. Almeno, solo per i semplici apprezzamenti da me appena citati. Ti fa sentire in famiglia, ti fa sentire a casa e ti rende, essenzialmente, vivo imbottendoti di voglia di fare (viva l'iper-attivismo). O no?

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