10 minuti motivazionali.

Oggi sono rimasta a fantasticare per l'intera giornata, non partorendo nulla di nuovo. Se vi starete chiedendo: “ma allora, che diamine stai qui a scrivere?!”,  beh avreste ragione anche voi e NO, non vi voglio parlar di musica anche oggi, proprio no, potete star tranqui.. (Anche se avrei qualcosina di nuovo, eh.. Okay, ho capito, NO!).


In questi ultimi giorni mi va di scrivere, quindi scrivo (detta papale, papale). Una virgola in più, una in meno fanno la differenza ma non è questo ciò di cui vi voglio deliziare, stasera.

Da qualche giorno continua a svolazzarmi in testa un pensiero e non riesco a dedurre da chi provenga, quale voce me l'ha inculcato, ma la sostanza m'è chiara, quella l'ho percepita forte e chiara!

Il tutto verte sul perché facciamo le cose, qual'è la forza che ci smuove al fine di compiere le nostre varie azioni quotidiane, perché sputiamo sangue amaro verso un determinato obiettivo che non ci ha imposto nessuno se non la nostra mente.
La risposta che mi è stata data è che viviamo per un determinato tot di tempo e se non facciamo ora ciò che ci piace fare, quando lo faremo? Ne avremo tempo per oziare; vivi, in pensione o ancora nella pancia di mammà, ce n'è stato e ce ne sarà di tempo per dedicarsi al nullafacentismo.
Forse ci si sofferma troppo spesso a riflettere sul passato, sulle azioni non compiute, sull'assumersi colpe verso un qualcosa che non tornerà più indietro (crea solo depressione) oppure, si punta troppo sul futuro creando situazioni di estremo stress ed ansia incolmabile non rendendosi conto di ciò che si sta vivendo, del presente.
!BASTA! La vita è ora, la vita è adesso.

“La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti.” 

 John Lennon.


Sì, okay lo ammetto, ho letto un blog motivazionale che m'ha spinta a creare un post simile però, porcaccia di quella miseria, è la verità; siamo sempre impegnati, dalla testa ai piedi, a pensare di fare il passo più grande della gamba non renderci conto che, così facendo, al posto di andare avanti, torniamo indietro di tre sgambettate. 
Ci poniamo tremila obiettivi e non ne portiamo a termine mezzo perché, perché siamo distratti dal voler gestire tutto, arrivando a non riuscire a donare la cura necessaria per ciascun obiettivo posto. Sprechiamo energie positive verso: pulire casa, svuotare la lavastoviglie, studiare, salutare il vicino, prendere la posta, rispondere al telefono, andare a correre, ascoltare musica, andare al bar a “far do ciacole”, scalare le Alpi ecc. e.. alla sera ci troviamo con un pugno di mosche e col non aver concluso proprio un'emerita FAVA.


Sarebbe bello poter far tutto ma, non così, non su due piedi. Gradualmente, tutto si può. 
Si può prendere un obiettivo, il più importante, e farlo crescere come far germogliare una piantina, dandole da bere giorno per giorno e dedicandole il tempo necessario, cercando comunque di non trascurare altri obiettivi ma organizzandoli settimana per settimana, mese per mese, anno per anno. 
Determinazione, grinta, forza di volontà, motivazione; le ragioni che ti fanno alzare al mattino senza aver qualcuno accanto che ti tiri una secchiata d'acqua gelida in faccia, ma direte.. Okay gioia bella ma non tutti i giorni sono uguali, se m'alzo caa luna storta, che ce posso fa'? Se ho un capello ribelle in testa, na virgola che pare er simbolo daa 'nike', al lunedì mattina, quando i barbieri e le parrucchiere so chiusi e c'ho un colloquio de lavoro, che faccio? Stamo qua a ride e scherzà daa grinta? 


Voliamo basso, avete ragione anche voo... Un corno voliamo basso! La luna storta ce la facciamo auto-venire, pure il capello ribelle, il mal di testa, la febbre, il NERVOSO! 
Se credete che questi problemi si risolvano da soli, beh avete completamente toppato in pieno; noialtri possiamo rigirar la frittata come vogliamo, imprimendoci quelle quattro paroline magiche nella testa; volere è potere, e poi suvvia.. Credete davvero che un capello storto faccia la differenza? L'abito fa o non fa il monaco? Eh?

“Se riesci a fare le cose bene, cerca di farle meglio. Sii audace, sii il primo, sii differente, sii giusto.”
 Anita Roddick. 

Tornando alla base del racconto; mi spiegate perché diamine non ci viviamo il presente? Perché rimandiamo sempre a domani quando sappiamo benissimo che il “domani” non arriverà mai? Mi spiegate perché non prendiamo decisioni per ora, per ADESSO
Anzi no, fermi tutti un secondo; se creassi un flow-chart, una mappa concettuale per intenderci, riuscirei a darmi la risposta da sola collegando tutte le freccette dei vari quadrati a: - insoddisfazione, - non soddisfazione di sé e di ciò che si fa, - infelicità, - lamentele, insopportabili lamentele!
Bingo! 

E allora perché rimandare sempre a domani? La comodità ha un prezzo, caro tra l'altro, come tutte le cose. O forse, lasciatemi pensare, pigrizia? Come quella che ho avuto io oggi non andando a correre? Va bene, va bene, ognuno è liberissimo di far ciò che crede, però scommetto che quell'amaro in bocca, lasciato dal non aver risolto qualcosa al quale si da un certo valore ed una certa importanza, a fine giornata, è come un vuoto incolmabile, da fastidio quanto la coda ed il semaforo rosso quando si ha fretta, o no? 
Ma allora, perché ci giriamo tanto attorno? Perché non sfondiamo quella pigrizia, quella comodità che dopo un po' diventa scomodità e non agiamo, perché non affrontiamo i problemi piuttosto che scappare? Scappando non si risolve nulla, divertiamoci e se stiamo compiendo azioni quotidiane che non ci piacciono (ad es.: frequentando una facoltà sbagliata o lavorando in un posto poco attinente alla nostra portata), prendiamoci le responsabilità, troviamo il coraggio di voler cambiare le carte in tavola andando verso il meglio per noi; la strada per trovare il meglio c'è sempre, basta cercarla, volerla, e se c'è soluzione (perché c'è), perché porsi un problema?
Cambiamento, la vita è un continuo cambiamento e se siamo qui per un periodo limitato, perché non ci circondiamo del meglio? Perché dover fare una cosa che non ci piace, che non ci interessa, che non ci porterà soddisfazione in futuro?

“Il cambiamento è la legge della vita. Quelli che guardano solo al passato o al presente, sicuramente perderanno il futuro.”
John F. Kennedy 

Persino costruire una casa richiede costanza; si parte da un mattoncino piccolino e si arriva ad un castello, e allora, chi impedisce noi di creare il nostro castello? La nostra reggia? 
E se “si raccoglie ciò che si semina”, bene! Incomincia a seminar fatti piuttosto che parole, comincia a darti da fare, vedrai che poi non avrai di che lamentarti dell'insoddisfazione; il tuo unico pensiero sarà quello di porti nuovi obiettivi ambiziosi e raggiungerli, provando e riprovando, fidandoti di te stesso e di chi ti circonda. Potrà essere scontato e banale ma se non avessimo qualcuno accanto su cui contare, dall'amico migliore alla zia Pina d'America, che ragione avrebbe vivere? Da soli non si va da nessuna parte, una settimana ci sta, due anche, ma poi dove vai? - orgoglio a parte -.

“Non potrai mai raggiungere un reale successo a meno che tu non ami ciò che stai facendo.” 
Dale Carnegie.
Adesso - dopo averti scartavetrato per bene le scatole - che sei arrivato in fondo a ciò che avevo da dire, se mi hai ascoltato, vattene a vivere. Non sprecare il tuo tempo, va ad amare ciò che fai e ciò che sei, credici, mettici il 230% delle tue possibilità (anche nella cosa più insignificante) e non ti scoraggiare mai (te capì?), per nessuna ragione al mondo. Non aver paura, di nulla. Sii cocciuto (occhio a non esagerare, però) e, al contempo, flessibile verso gli obiettivi, superandoli - dandoti un lasco superiore, es.: oggi correrò 3km, bene! Corrine 3,1k - ma NON MOLLARE MAI

Questa è la via per la felicità.  

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